Il rapporto fra Roma (i romani) ed il Tevere è sempre stato un rapporto conflittuale (odio-amore).
Se prima del 1877 (anno di inizio di costruzione dei Muraglioni) il fiume rappresentava sia una comoda via di approvvigionamento della città ma anche di svago (con le sue spiaggette prima ed i suoi stabilimenti balneari galleggianti poi), era pure fonte di periodici malsani allagamenti (dovuti alle spesso poderose piene) ed anche di frequenti annegamenti (soprattutto di ragazzi desiderosi di sfidare le sue infide acque).
Dopo il 1901 (anno di fine costruzione dei Muraglioni) sia la navigabilità che la balneabilità purtroppo sono andati via via scemando (dovuti sia all'abbandono della indispensabile opera di dragaggio dell'alveo che al continuo aumento dell'inquinamento delle acque).
Le infrastrutture commerciali come i porti di Ripa Grande, di Ripetta ed il Leonino, ma anche i mulini galleggianti (presenti in prossimità dell'isola Tiberina), sono completamente scomparse.
Inoltre i Muraglioni, oltre che appresentare una barriera di contenimento delle acque, sono diventati anche una barriera per le persone (che per raggiungere le rive dovevano affrontare "le discese ardite e le risalite" lungo scale malsane e puzzolenti), spezzando quel rapporto di continuità fra fiume e città ma più recuperato.
La costruzione della pista ciclabile sulla sponda destra del fiume, le fiere estive allestite lungo i marciapiedi rivieraschi, i battelli per i giri turistici non hanno certo risollevato le sorti di un rapporto ormai incrinato che è andato addirittura peggiorando con il tempo (la Tevere Expo ed i battelli turistici sono ormai un ricordo, come l'installazione di un bell'impianto di illuminazione delle rive, fatta qualche decina di anni fa, ormai andata in malora in assenza di una manutenzione solo ordinaria).
- il ponte della Musica (aperto nel 2011, previsto per l'esercizio tramviario ma attualmente non utilizzato ancora come tale)
- il ponte Risorgimento (aperto nel 1911, utilizzato per l'esercizio tramviario della Circolare Rossa fino al 1962 quando questa fu spostata sul ponte Matteotti)
- il ponte Matteotti (aperto nel 1929 ed utilizzato per l'esercizio tramviario fino al 2024 con la soppressione del tratto della linea 19 fino a piazza Risorgimento)
- il ponte Margherita (aperto nel 1891 ed utilizzato per l'esercizio tramviario fino al 1959 dalla Circolare Nera)
- il ponte Cavour (aperto nel 1901 ed utilizzato per l'esercizio tramviario fino al 1929, anno di attuazione della Riforma Tramviaria)
- il ponte Umberto (aperto nel 1895, utilizzato per l'esercizio tramviario fino al 1959 dalla Circolare Nera)
- il ponte degli Alari (aperto nel 1889 e smantellato nel 1912, costruito come ponte provvisorio in attesa del ponte Vittorio)
- il ponte Vittorio (aperto nel 1911, utilizzato per l'esercizio tramviario fino al 1975 dalla linea 29, ex ED, quando l'anello tramviario fu fratturato con l'istituzione della linea 30 ad "U")
- il ponte Garibaldi (aperto nel 1888 e riaperto all'esercizio tramviario dal 1998 con la creazione della linea 8)
- il ponte Sublicio (aperto nel 1919, praticamente rimasto aperto all'esercizio tramviario fin dall'origine).
Ma anche alcuni ponti "storici" (come il ponte Milvio ed il ponte Sisto) furono utilizzati per il trasporto collettivo (il primo con l'esercizio della linea tramviaria 1 ed il secondo con la linea filoviaria 75, durante i lavori di ricostruzione del ponte Garibaldi, negli anni dal 1953 al 1958).
Ognuno di questi luoghi è riconoscibile attraverso un toponimo numerico (lo stessa adottato dal Nolli nella sua Nuova Topografia di Roma pubblicata nel 1748), ed attualmente accessibile in modo interattivo sul sito della Stanford University.
1125 - porto di Ripa Grande (completamente scomparso)
1107 - ponte Rotto (o anche ponte Senatorio, ne sopravvive una sola arcata)
1092 - ponte Quattro Capi (o anche ponte Fabricio, parzialmente modificato per adattarlo ai Muraglioni)
1099 - ponte Cestio (o anche ponte di S. Bartolomeo, parzialmente modificato per adattarlo ai Muraglioni)
748 - chiesa di S. Bartolomeo dei Vaccinari (conciatori, completamente demolita)
746 - chiesa dei SS. Vincenzo ed Anastasio dei Cuochi (completamente demolita)
732 - ponte Sisto (o anche ponte Gianicolo, parzialmente modificato per adattarlo ai Muraglioni)
731 - collegio dei Sacerdoti (o dei Centopreti, completamente demolito e ricostruito, con la seconda fontana dell'Acqua Paola demolita e trasferita sulla riva opposta, nell'attuale piazza Trilussa)
694 - palazzo Falconieri (parzialmente modificato per adattarlo ai Muraglioni)
559 - chiesa di S. Anna de' Bresciani (completamente demolita)
557 - palazzo Sacchetti (con il Ninfeo parzialmente modificato per adattarlo ai Muraglioni)
549 - chiesa di S. Giovanni de' Fiorentini (con il ponte dei Fiorentini ed il porto Leonino, completamente scomparsi)
540 - palazzo Altoviti (completamente demolito e parzialmente ricostruito)
1318 - ponte S. Angelo (parzialmente modificato per adattarlo ai Muraglioni)
1242 - ospedale di S. Spirito in Sassia (parzialmente modificato per adattarlo ai Muraglioni ed al ponte Vittorio)
494 - porto di Ripetta (completamente scomparso)
459 e 498 - chiese di S. Girolamo de' Schiavoni e di S. Rocco (ridotte ad edifici metafisici dopo gli sventramenti del duo Marpurgo-Piacentini e dai muri del pianto di Meier).



