Il Campidoglio, detto anche "Monte Capitolino" (Mons Capitolinus), pur essendo il più piccolo dei colli su cui venne fondata Roma è anche il più noto, tant'è che il termine inglese capitol (palazzo che ospita l'amministrazione di un governo), così come il termine capitale (inteso come città capitale), derivano dal toponimo "Colle Capitolino".
Dalla fine dell'800 è stato oggetto di una devastante opera di isolamento dal resto del tessuto della città, analoga a quella compiuta nello stesso periodo nei confronti del Tevere (con la costruzione dei muraglioni).
Se l'isolamento del Tevere fu imposto per motivi molto pratici (limitare le conseguenze delle inondazioni periodiche), quello del Campidoglio lo è stato solo per motivi ideologici, per assecondare le megalomanie dei nuovi conquistadores della città: i Savoia prima (con la costruzione del Vittoriano) ed il regime fascista poi (con l'apertura di via dell'Impero e di via del Mare).
Altrettanto sconvolti furono tutti i cittadini che abitavano le pendici del colle (sia sul lato che guarda verso il Teatro di Marcello che su quello opposto, lungo la via Alessandrina) in un fitto dedalo di vie e viuzze che furono spazzate via insieme a loro, letteralmente deportati in altre zone della città, molto più periferiche, abbandonando per sempre quei luoghi che erano stati la loro vita e che divennero solo ricordi.
Il risultato ottenuto è quello sotto gli occhi di tutti.
Il Vittoriano è un monumento che dopo 115 anni dall'inaugurazione è ancora in cerca di identità (prima dedicato a Vittorio Emanuele II, padre della Patria, poi al Milite Ignoto ed infine ridotto a quinta per le esibizioni delle Frecce Tricolori, a polo museale e a belvedere della città), rimasto chiuso al pubblico per circa trent'anni (dal 1969 al 2000) senza che alcuno se ne accorgesse.
Le pendici del colle, dapprima trasformate in parco pubblico (il Parco di Villa Caffarelli), sono ormai inaccessibili da molti anni, dopo che erano diventate luogo di spaccio e prostituzione.
Sia sulla piazza che su quella attigua della Madonna di Loreto, esistevano degli anelli di inversione per le linee che vi facevano capolinea.
Dalla direttrice Ferrovia <> San Pietro si dipartiva (in prossimità del palazzo Bonelli, attuale sede della provincia) una nuova direttrice verso il Foro di Traiano, che percorrendo la via Alessandrina, si diramava ulteriormente con un tratto che risaliva la strada della Tor de' Conti e l'altro che raggiungeva la chiesa della Consolazione, per attestarsi o a Testaccio o presso la Basilica di San Paolo Fuori le Mura.
Sul fronte del Teatro di Marcello fu invece attiva per un decennio (1924-1934) la linea FR (pl. Flaminio <> S. Maria in Cosmedin). esercitata con Autoelettriche Ugolini, che erano dei rotabili ad alimentazione elettrica interna (con batterie di accumulatori poste in un cassone posto sotto la cassa del veicolo).
Nelle immagini virtuali l'atmosfera che probabilmente si viveva tutt'intorno al Campidoglio, percorrendo un ideale itinerario circolare che partendo da piazza Montanara (così pulsante di attività), raggiungeva la Cordonata (passando per Tor de' Specchi), per arrivare a piazza San Marco e piazza Venezia (molto diverse da quelle attuali), quindi la via Alessandrina (che lambiva il Foro Traiano) e la via della Consolazione, per poi raggiungere di nuovo la piazza Montanara.
Nel video ogni luogo è riconoscibile attraverso un toponimo numerico (lo stessa adottato dal Nolli nella sua Nuova Topografia di Roma pubblicata nel 1748), ed attualmente accessibile in modo interattivo sul sito della Stanford University.
Sono evidenziati tutti i luoghi importanti (ma anche quelli abitati dalla gente comune) ormai scomparsi definitivamente:
974 - piazza Montanara, con la sua caratteristica fontana opera del Della Porta (in seguito spostata al Giardino degli Aranci e dal 1973 in piazza San Simeone, lungo la via de' Coronari);
980 - via Tor de' Specchi (quasi completamente scomparsa):
975 - vicolo de' Saponari, con l'annessa chiesa di S. M. in Vinci de' Saponari;
977 - chiesa di S. Andrea in Vinci degli Scultori e degli Scarpellini;
981 - chiesa di S. Orsola e Catarina;
984 - palazzo Massimi (che perse l'angolo adiacente la Cordonata);
979 - palazzo Caffarelli (parzialmente demolito):
983 - abitazione di Michelangelo, in via delle Tre Pile (la cui facciata è stata ricostruita al Gianicolo);
914 - chiesa di S. Rita de' Casciani (ricostruita in prossimità della chiesa di S. M. in Campitelli);
916 - palazzo con bottega di Pietro da Cortona;
112 - piazza Maciel de' Corvi, con annessa abitazione di Giulio Romano;
917 - convento e chiostro della basilica di S. M. in Aracoeli;
917 - torre di Paolo III Farnese, con annesso passetto di collegamento con il palazzetto S. Marco;
111 - via della Ripresa de' Barbari;
907 - chiesa di S. Marco, con annesso palazzetto (che sarà ricostruito dalla parte opposta della piazza di S. Marco con pianta rettangolare piuttosto che trapezoidale);
906 - piazza Venezia (parzialmente riedificata con pianta speculare sull'asse di via del Corso);
277 - palazzo Bolognetti-Torlonia;
79 - via Alessandrina (completamente liberata dagli edifici che la delimitavano su ambo i lati);
966 - via della Consolazione (completamente liberata dagli edifici che la delimitavano su ambo i lati).
Un vero e proprio patrimonio, oltre che edilizio anche culturale, che fu sacrificato in nome dell'ignoranza.












