giovedì 23 aprile 2026

TRAM ALL'ARENULA

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Via Arenula fu costruita per completare, assieme a via Nazionale, a corso Vittorio Emanuele, a ponte Garibaldi ed a viale del Re (oggi viale Trastevere) un importante asse stradale di collegamento (di circa 20 metri di larghezza) fra la stazione Termini e quella di Trastevere (allora attestata nell'attuale piazzale Ippolito Nievo).

La via fu inaugurata nel 1888, dopo 2 anni di demolizioni (e ricostruzioni) di gran parte del tessuto urbano (medievale, rinascimentale e barocco) che preesisteva sul percorso già definito nel primo Piano Regolatore di Roma del 1873 redatto dall'ing. Viviani.

Ulteriori grandi demolizioni interessarono le aree adiacenti la via.

La prima negli anni dal 1914 al 1924, quando fu sbancata l'ampia area a ridosso del Tevere, per consentire la costruzione del Ministero della Giustizia, opera dall'arch. Pio Piacentini.

La seconda negli anni dal 1926 al 1929 (durante i lavori per radere al suolo l'area di largo Argentina per fare posto a nuovi edifici) quando vennero alla luce quelli che furono subito identificati come 4 templi dell'età repubblicana (IV-II sec. a.C.) e parte della Curia di Pompeo (recentemente riconosciuta come il luogo dell'assassinio di Giulio Cesare).

Negli anni che vanno dal 1897 al 1929 è stata un nodo di transito di numerose linee tramviarie, inizialmente a cavalli e poi a trazione elettrica.

Le linee che la percorsero in circa trent'anni di esercizio furono (si riportano solo i capilinea ad inizio esercizio):

3           p. dei Cinquecento (Dogana) <> v.le del Re (dal 1900 al 1912) (*)
5           p. Venezia <> basilica di S. Paolo (dal 1897 al 1926)
11         p. S. Croce <> Mercati Generali (dal 1923 al 1928)
17         p.le Porta S. Paolo <> c.so Sempione (1926)
18 e 18 Giardino Zoologico <> p.le Porta S. Paolo (dal 1926 al 1928)
19         p. Venezia <> p.le del Mattatoio (dal 1903 al 1928)
20         p. Risorgimento <> p.le Flavio Biondo (dal 1921 al 1926)
21         p.le Porta S. Paolo <> c.so Sempione (1926)
22         villa Umberto I <> p.le Flavio Biondo (dal 1915 al 1926)
23         p. S. Pietro <> p.le Flavio Biondo (1915)
25         p. Venezia <> l.go Berchet (dal 1918 al 1928).

(*) la linea 3 assunse questa denominazione nel 1908; prima era identificata da una icona con banda blu orizzontale su campo bianco (a motivo della ancora scarsa alfabetizzazione della popolazione con una buona parte delle persone che ancora non riconoscevano i numeri) e fu la prima linea ad alimentazione mista: sospensione aerea su tutto il percorso tranne che su via Nazionale ove era alimentata da una batteria di accumulatori.

Dopo la Riforma Tramviaria del 1929 (che vide la scomparsa delle linee all'interno dell'anello costituito approssimativamente dalle Mura Aureliane) è stata la prima (e finora unica) via a vedere il ritorno di una linea tramviaria all'interno dell'anello (l'8 p. Venezia <> Casaletto) nella primavera del 1998.


Nel filmato una passeggiata virtuale fra le vie, i palazzi, le chiese che sono scomparsi definitivamente per consentire la costruzione del nuovo asse viario, la liberazione dell'area dell'Argentina e l'edificazione del Ministero.

A proposito delle chiese ne scomparvero ben 8, nonostante che ancora nella seconda stesura del PRG del 1883 del Viviani non fosse previsto l'abbattimento di alcuna.

Erano tutte chiese di modesta importanza, ma pur sempre testimonianza di una devozione popolare molto sentita a Roma, soprattutto fra le confraternite delle arti e dei mestieri.

In particolare vanno ricordate:

1       San Nicola dei Cesarini (annesso al grandioso palazzo dei Cesarini scomparso anch'esso)
2       Santa Lucia dei Ginnasi (demolita dal 1938 al 1941 per l'allargamento di via delle Botteghe Oscure e che conteneva una pala d'altare dipinta dalla pittrice Caterina Ginnasi) 
3       Sant'Elena dei Credenzieri (inservienti e domestici di casa dei cardinali e della nobiltà romana)
4       Sant'Anna dei Falegnami (con annesso Convento delle Benedettine)
13     Santi Vincenzo ed Anastasio dei Cuochi (e dei pasticceri)
14     San Bartolomeo dei Vaccinari (conciatori)
17     Santa Maria dei Calderari (ed anche dei cocchieri)
18     San Sebastiano dei Mercanti (non presente nel filmato poiché non esiste alcuna sua foto).

Alcune di loro sono tutt'ora ricordate dai toponimi adottati per intitolare alcune delle nuove vie create dopo le demolizioni; altre sono scomparse per sempre anche nei ricordi della memoria.

P.S.: ognuno dei luoghi del filmato è riconoscibile attraverso un toponimo numerico, lo stesso riportato in calce alla mappa qui sopra (ripresa da quella del Nolli nella sua "Nuova Topografia di Roma" pubblicata nel 1748, ed attualmente accessibile in modo interattivo sul sito della Stanford University).