Corso Vittorio Emanuele II fu costruito per completare, assieme alla preesistente via Nazionale, un importante asse stradale di collegamento (di circa 20 metri di larghezza) fra la stazione Termini ed il futuro ponte Vittorio Emanuele II (in prossimità del Vaticano).
Il corso fu inaugurato nel 1889, dopo circa 6 anni di anni di demolizioni (e ricostruzioni) di parte del tessuto urbano (medievale, rinascimentale e barocco) che preesisteva sul percorso già definito nel primo Piano Regolatore di Roma del 1873 redatto dall'ing. Viviani.
La strada fu modellata seguendo il profilo dei monumenti preesistenti più significativi (Chiesa del Gesù, Palazzo Strozzi, Palazzo Vidoni-Caffarelli, Sant'Andrea della Valle, Palazzetto Le Roy, Palazzo della Cancelleria, Palazzo Sora, Santa Maria in Vallicella, Palazzo Sforza-Cesarini) cercando di ricostruire le facciate dei palazzi storici per le quali era previsto la variazione dell'orientamento con le stesse sembianze di come si presentavano prima delle demolizioni.
L'attenzione e la cura con cui fu progettato l'intervento rende Corso Vittorio Emanuele la migliore opera di sventramento-ricostruzione effettuata a Roma dopo che divenne capitale e può essere considerata anche il capolavoro dell'architettura umbertina romana.
Negli anni che vanno dal 1897 al 1929 è stato un asse di transito di numerose linee tramviarie, inizialmente a cavalli e poi a trazione elettrica.
Le linee che lo hanno percorso in circa trent'anni di esercizio furono (si riportano solo i capilinea ad inizio esercizio):
Attualmente non è più un asse tramviario anche se ormai da trent'anni esiste un progetto che dovrebbe interessarlo lungo tutto il suo percorso con la costruzione della nuova linea TVA (Termini-Vaticano-Aurelio) che finora non ha visto la posa di un solo metro di binario.
Sono invece appena iniziati i lavori di prolungamento della linea C della metropolitana che dovrebbero anche questi interessarlo per l'intera sua lunghezza, anche se è prevista sul percorso una sola stazione all'altezza della Chiesa Nuova (essendo la prevista stazione dell'Argentina ormai stata abbandonata da anni).
Nel filmato una passeggiata virtuale fra le vie, i palazzi, le chiese che sono scomparsi definitivamente o sono stati modificati per consentire la costruzione del nuovo asse viario.
In particolare vanno ricordati:
2Palazzo Altieri (l'unico edificio per il quale, pur essendo stato progettato un arretramento della facciatasu via del Plebiscito che consentisse un allargamento della strada ai 20 metri canonici previsti per il tracciato, non fu mai attuata alcuna demolizione-ricostruzione, tant'è che oggi la strada hamantenuto la sua larghezza originale, costituendo un limitante "collo di bottiglia" per il traffico che la percorre);
3Palazzo Strozzi (parzialmente demolita la facciata e l'ala che dava sulla piazza omonima, consentendo la creazione dell'attuale piazza Argentina, e che ha subìto una quasi totale ricostruzione con un ampliamento in altezza);
4Palazzo Vidoni-Caffarelli (parzialmente demolita la facciata secondaria che dava sulla stradadella Valle, parallela a quella principale che dava invece su via del Sudario, ricostruita con le medesime sembianze di quella principale);
8Palazzetto Le Roy (anche detto impropriamente la "Farnesina dei Baullari", privato dell'ala chedava sull'antica via Papalis, mantenendo invece la facciata che dava su via dei Baullari, ne ha poiriacquistato una precedentemente inesistente, perpendicolare a quella sopravvissuta);
9Palazzo del Cancelleria (rimasto praticamente intatto, tranne che per un parte del giardinoannesso che fu eliminata per dare spazio alla nuova arteria);
11Palazzo Sora (parzialmente demolita la facciata originale, perpendicolare al percorso dellanuova arteria, sulla quale ne fu ricostruita una nuova con le sembianze di quella sopravvissuta);
13Palazzo Sforza-Cesarini (parzialmente demolita l'ala e il giardino annesso che interessavano l'area prevista per la nuova arteria, con facciata ricostruita sul nuovo corso in stile neo rinascimentale, diversa da quella settecentesca sopravvissuta su via dei Banchi Vecchi);
15Santa Maria della Purificazione (demolita completamente);
16Sant'Orsola della Pietà (demolita completamente);
18Sant'Elisabetta dei Fornari (demolita completamente e non presente nel filmato poiché fino ad oggi non è stata recuperata alcuna foto d'epoca).
P.S.: ognuno dei luoghi del filmato è riconoscibile attraverso un toponimo numerico, lo stesso riportato in calce alla mappa qui sopra (ripresa da quella del Nolli nella sua "Nuova Topografia di Roma" pubblicata nel 1748, ed attualmente accessibile in modo interattivo sul sito della Stanford University).